09/04/15

"Sono Antirazzista E..." - BANDE METICCE: PARTIGIANI DI RAZZA. Conversazione con Matteo Petracci

Archivio privato Danilo Baldini – Cerreto d’Esi

Qualche 25 aprile fa raccontammo la storia del partigiano somalo Giorgio Marincola grazie all'incontro con Wu Ming 2 e al reading "Razza Partigiana". Per "Sono antirazzista E - Festa della Resistenza 2015" torniamo a occuparci della componente meticcia della Resistenza attraverso una conversazione con Matteo Petracci, dottore di ricerca in storia, istituzioni e politica dell’area euromediterranea presso l’Università di Macerata e autore de "Pochissimi inevitabili bastardi. L’opposizione dei maceratesi al fascismo" (il lavoro editoriale, 2009) e de "I matti del duce"(Donzelli 2014). L'incontro dal nome "Bande Meticce: partigiani di razza" si terrà alla SOMS sabato 25 aprile alle 16.30.

ABSTRACT
Mentre riemergono retaggi nazionalisti, portandosi dietro istinti xenofobi e reazionari, attraverso i documenti emersi dalla ricerca di Matteo Petracci e le videointerviste al partigiano Bruno Taborro e ad alcuni testimoni diretti di quegli eventi, torna alla luce la storia di Carlo Abbamagal e degli africani d'Oltremare che si unirono alla Resistenza.
Etiopi, somali ed eritrei portati in Italia e poi trapiantati in provincia di Macerata che si diedero "alla macchia", unendosi ad italiani, montenegrini, francesi, sloveni, inglesi, scozzesi, russi ed eritrei. Era questa la Banda Mario: centinaia di donne e di uomini provenienti da tutto il mondo che trovarono rifugio nelle montagne tra San Severino Marche e Matelica. Una banda meticcia che presto sarebbe diventata una delle bande megli organizzate del territorio.

Archivi fotografico ANPI San Severino Marche.
Il battaglione “Mario”. In piedi, da sx: Nikola Budrinić, Mirko Gubić, Ivan Dovcopoli, Stefano Ponomarenco, Mosé Di Segni, Frane Trlaja, Don Lino Ciarlantini, Cesare Manini, Ivan Rjenicenko, Cesare Cecconi Gonnella. In basso: Rajko Djurić, Bruno Taborro, Vassili Simonjenko, Ivan Vasiljenko, Carlo Abbamagal,, Sergio Cernjejev, Luigi Verdolini, Mate Gispić (Djapić?).

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